MIRA. «Sì, potevamo fare prima, siamo in ritardo, ma l’importante è che si facciano». Così ieri l’assessore regionale alla Infrastrutture Renato Chisso in visita ai cantieri per la costruzione di due opere legate al Passante: la variante di Roncoduro e il collegamento Oriago-Brentana.
Due interventi che serviranno – nelle intenzioni dei Comuni di Mira, Dolo e Pianiga condivise dalla Regione – a liberare i centri abitati dal traffico. Cantieri aperti da pochi giorni, durata dei lavori stimata in due anni, per un costo complessivo di 31 milioni di euro con appalto unificati per strade, piste ciclabili e ponti.Brentana-camionabile. Per Mira la strada partirà dall’attuale sottopasso alla Mestre-Adria su via Monte Sommo e, puntando a nord, costeggerà via Monte Sommo, supererà il rio Cesenego, per poi affiancarlo fino a sbucare tra via Giovanni XXIII e via Ticino, dove verrà costruita una rotonda, in corrispondenza del ramo d’accesso alla rotatoria che porta verso l’A4 e verso Spinea. Nella sostanza per gli automobilisti la nuova bretella, lunga 1,2 chilometri, sostituirà via Valdarno, sulla quale verrà costruito un percorso ciclopedonale. «Un intervento che ci permetterà di sgravare il traffico di transito – dice il vicesindaco di Mira, Davide Meggiato – e di poter godere di una rete di piste ciclabili».
Variante di Roncoduro. In questo caso i benefici maggiori saranno per Dolo, e per Pianiga. L’intervento collegherà la Brentana (all’altezza delle vie Meloni e Velluti) con la zona di Roncoduro. La strada salverà quindi il centro abitato (non sarà più necessario percorrere via Cairoli) fino a raggiungere il Rio Serraglio. Oltre lo scolo Tergolino la strada raggiunge via Molinella ed entra nel territorio di Pianiga per poi raggiungere la rotonda d’accesso verso il Passante. «Una soluzione che ci permetterà di spostare il deposito Actv – ricorda l’assessore all’Urbanistica di Dolo, Elisabetta Ballin – e di sistemare definitivamente la fermata del bus a servizio del polo scolastico superiore». La strada, lunga due chilometri, sarà extra-urbana, e prevede due sottopassi ciclopedonali. Anche in questo caso è prevista la pista ciclabile.
Quarto e Spinea. Delle altre opere complementari sono aperti o una fase di apertura i cantieri di Quarto d’Altino e Spinea. Dove, entro fine anno, dovrebbero vedersi le ruspe in azione lungo la camionabile 81 (via della Costituzione) per l’allargamento della strada e la costruzione del collegamento verso Asseggiano. Terzo cantiere per Spinea sarà il collegamento, contestato dai residenti, tra via Capitanio e via Martiri.
I caselli. Il sopralluogo di ieri è servito anche per fare i conti con l’iter per la realizzazione dei caselli del Passante di Scorzè-Martellago e Dolo (si tratta della riattivazione di quello vecchio). «Stiamo aspettando dal Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) l’approvazione dei due progetti, prevista per ottobre – spiega l’assessore Chisso – poi per la realizzazione ci vorranno almeno un paio d’anni». Il casello di Scorzè-Martellago servirà a chiudere la partita delle porte d’ingresso al Passante, mentre la riapertura di Dolo riguarderà la direttrice Dolo-Mestre ma non Dolo-Padova. Resta un punto interrogativo sul casello di Albarea – voluto da Pianiga e osteggiato da Dolo – che resta comunque nei piani della Regione.
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il 22/09/2011 alle ore 20.45 presso il TEATRO COMUNALE DI PIANIGA ci sarà l’incontro pubblico “Perché Veneto City“, in cui verranno illustrati dal CAT e da altri esponenti di categoria i numeri ed i termini del progetto, comprese le opere previste contestualmente. Saranno presenti il Sindaco e la Giunta Comunale per rispondere alle domande dei cittadini durante il dibattito che avrà luogo dopo la presentazione.
il 26/09/2011 alle ore 9.30 ci sarà un corteo di auto organizzato da Confesercenti, CIA, Un fiume di Ville, Legambiente e CAT per dire NO Veneto City e per consegnare al Presidente della Regione Veneto, della Provincia e ai sindaci di Dolo e Pianiga le firme raccolte in questi ultimi mesi.
Maggiori info su www.infocat.it
MIRANO. La questione del «tornello» di Vetrego arriva in Consiglio regionale e l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, conferma l’imminente salasso per i pendolari. Il problema dell’intasamento della rotonda del casello insomma verrà risolto aumentando le tariffe. Quando ancora non si sa, in attesa che si muova da Roma l’Anas, competente in materia di tariffe autostradali. Si sapeva da tempo, la conferma dell’assessore regionale però scatena nuovi mal di pancia a Mirano. Rispondendo a una interrogazione del consigliere di Rifondazione comunista Pietrangelo Pettenò, Chisso ha confermato che: «Si è in attesa dell’attribuzione delle tariffe così come previste dal progetto preliminare del Passante, con la liberalizzazione del pedaggio delle tratte autostradali bypassate dal Passante (quindi Mirano-Mestre, ndr) e l’equivalenza in termini di tariffe tra i caselli di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Mestre-Venezia (Villabona, ndr)». Chisso ha anche ribadito come per questa questione tariffaria sia del tutto ininfluente l’arretramento o meno della dellabarriera di Villabona a Dolo. «Ma – ha proseguito – la soluzione individuata corrisponde a quanto previsto dal progetto originario di Passante ed eliminerà il fenomeno dei cosiddetti «furbetti del casello», equiparando in termini tariffari le entrate e le uscite nel tratto liberalizzato tra Dolo e Mestre». Insorgono però i pendolari miranesi che si troveranno a che fare con pedaggi più che raddoppiati rispetto a quanto previsto finora. Senza contare che il Miranese sta ancora aspettando le compensazioni promesse proprio per i disastri e disagi provocati dal Passante. Ora la batosta delle tariffe. «Evidentemente a Chisso le tariffe così come le ha candidamente preannunciate sembrano tanto basse – sbotta Luigi Gasparini, sempre di Rifondazione – allora paghi lui il salasso a cui saranno sottoposti ogni giorno i cittadini miranesi che utilizzano l’autostrada per andare a lavorare». (f.d.g.)
Fonte: La Nuova Venezia
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Il vecchio casello autostradale di Roncoduro riaprirà al traffico. Ora è arrivata la certezza. Il Commissario Straordinario per il Passante di Mestre, Silvano Vernizzi, mercoledì 31 agosto ha spedito una nota al Sindaco di Dolo Maddalena Gottardo. Oggetto della corrispondenza, il casello autostradale di Roncoduro. Veneto Strade, nella lettera, «conferma la volontà di procedere con la realizzazione del casello, nella direzione Mestre e viceversa». A riguardo, precisa il Commissario, «sono in corso con il Ministero dell’Ambiente le procedure di screening per verificare l’assoggettabilità o meno dell’intervento a VIA». Soddisfatta Maddalena Gottardo, che già nello scorso mese di maggio, dopo un incontro svoltosi a Venezia proprio con Silvano Vernizzi e l’Assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, aveva preannunciato il ripristino della struttura di Roncoduro da e verso Venezia. «Sono sempre stata fortemente contraria alla chiusura del casello dolese – aveva affermato allora Gottardo – e alla circostanza di avere reso definitiva l’apertura del casello provvisorio di Mirano. Il casello di Dolo ritornerà strategico anche per i flussi turistici che saranno riportati finalmente in Riviera». Quanto alla lettera arrivata da Veneto Strade, così commenta il Sindaco: «È la riprova che questa amministrazione mantiene le promesse fatte in campagna elettorale. Chi ci accusa di raccontar bugie, evidentemente, distorce la realtà». «La nostra strategia è ragionare sui fatti- continua la primo cittadino- riprova ne sia la circostanza che, proprio ieri, sono iniziati in località Cà Tron i lavori per la realizzazione della “bretella est”, voluta per collegare la Strada Regionale 11 a Roncoduro”.
Fonte: www.ilgazzettino.it
Casello di Dolo, Casello di Vetrego, Tangenziale di Mestre / No Comments
Terminato un tranquillo periodo estivo, il rientro a lavoro di tutti i pendolari ha riportato all’attenzione una questione che nei mesi scorsi ha scatenato molte polemiche: la lunga coda presente nelle ore di punta all’ingresso dell’autostrada. Già ieri nell’area limitrofa al casello ci sono stati vari ingorghi, e il traffico è destinato a crescere nelle prossime settimane.
Motivo della discordia sono ancora una volta coloro che entrano ed escono dal casello di Mirano per usufruire del pedaggio gratuito tra la barriera di Venezia e l’uscita di Mirano. La manovra, comunque totalmente legale, consente di risparmiare quasi due euro: il tratto Padova est – Mirano costa infatti 70 centesimi, a fronte dei 2.90 euro pagati da chi prosegue fino a Venezia senza uscire a Mirano.Lo scorso febbraio Cav e Anas decisero di uniformare la tariffa dell’uscita di Mirano a quelle di Mestre e Oriago, ma la notizia suscitò una marea di polemiche e da Roma non è mai arrivato quel nullaosta. A maggio è stato trovato l’accordo tra la Regione e i comuni di Dolo e Pianiga per riaprire il vecchio casello di Dolo. Una soluzione che consentirebbe di creare un nuovo svincolo per raggiungere Mestre senza dover andare dalla Riviera al casello di Mirano.
In questo modo il traffico giornaliero che ora ricade unicamente su Mirano verrebbe smistato anche a Dolo, facendo diminuire le lunghe code al casello di Mirano. Ma il condizionale è d’obbligo: al momento l’unica cosa certa è il disagio nuovamente provocato alla viabilità ordinaria di Mirano e Vetrego, con conseguenti forti lamentele da parte dei pendolari miranesi.Fonte: www.ilgazzettino.it


