DOLO. «La riapertura del casello autostrale di Roncoduro era già stata annunciata varie volte negli ultimi anni e anche in questo caso non ci sono risposte definitive sulla sua apertura».
Così rispondono le opposizioni dolesi e i comitati all’annuncio del completamento del progetto preliminare del casello di Roncuduro fatto l’altro giorno dal sindaco Maddalena Gottardo. «E’ la terza volta in meno di un anno che ci troviamo a commentare la riapertura del casello di Roncoduro», spiega Giorgio Gei, capogruppo de Il Ponte del Dolo, «questo è il terzo comunicato stampa del comune di Dolo che annuncia il fatto dopo quelli del 13 maggio e del 31 agosto 2011. Ai cittadini non resta che attendere con fiducia che si realizzi quanto più volte annunciato. La cosa evidente è che i tempi non saranno brevi». Il Pd, con il segretario dolese Matteo Bellomo ritorna alla carica. «Si tratta del solito annuncio già fatto in passato», commenta l’esponente democratico, «che rappresenta una “vittoria di Pirro” perché sarà un casello incompleto e che non rispetta gli accordi previsti per la costruzione del Passante. Si tratterà solo di una casello funzionale alla Romea Commerciale». (Giacomo Piran)
fonte: La Nuova di Venezia e Mestre
Casello di Dolo, Casello di Vetrego, Passante di Mestre, Tangenziale di Mestre / No Comments
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Casello di Roncoduro, finalmente pronto il progetto preliminare del Commissario Straordinario per il Passante di Mestre, Silvano Vernizzi.
Il 10 maggio 2011, negli uffici regionali di Venezia, Silvano Vernizzi e l’Assessore Regionale alla Mobilità Renato Chisso avevano preannunciato ai primi cittadini di Dolo e Pianiga la soluzione progettuale scelta per l’importante snodo viario che serve l’intera Riviera del Brenta. Oggi il progetto di variante è una realtà.
Il preliminare prevede la riapertura di Roncoduro all’altezza del preesistente casello Dolo – Mirano, nuova barriera di Venezia Ovest concepita come punto di interscambio tra viabilità ordinaria e autostradale a sud per la Riviera del Brenta e a nord per il territorio del Graticolato.
La progettazione della variante al Passante di Mestre tiene conto dei rilievi conseguenti a un attento monitoraggio del traffico sul Passante stesso, attestanti come il casello di Vetrego non svolga adeguatamente la funzione già del casello di Dolo. E’ risultata penalizzante, per Vetrego, la dislocazione, che rende il casello difficilmente raggiungibile dai flussi viari provenienti da Dolo, Fiesso D’Artico, Strà, Vigonza, Pianiga e Santa Maria di Sala. Per chi arriva da queste zone, infatti, il percorso di accesso all’autostrada è offerto da un tratto di viabilità ordinaria fortemente congestionata, con caratteristiche plano – altimetriche non confortevoli.
Il progetto della variante al Passante ha privilegiato la direttrice Padova – Venezia, consentendo, in questa prima fase, l’ingresso ovvero l’uscita in e dalla A57 solamente in direzione Venezia e un adeguamento plano – altimetrico della bretella esistente in sovrappasso sulla A57.
Il collegamento da e per Venezia ha assunto priorità per tre ragioni. E’ soggetto a un flusso veicolare di dimensioni superiori rispetto alle altre direttici, risolve criticità presenti nell’area ed è di più facile e immediata cantierabilità.
L’intervento potrà infatti beneficiare di un impatto territoriale nullo, concretizzandosi in opere a modifica di strutture già esistenti.
Il cronoprogramma definisce tempi di realizzazione stimati, indicativamente. in 38 mesi, mentre il costo definitivo dovrebbe attestarsi intorno a 11.739.000 euro.
L’ingombro delle opere di progetto interesserà le aree del preesistente svincolo di Dolo, poste dunque nei territori di Mirano e Pianiga.
In sintesi, il progetto preliminare comprende:
- i piazzali di esazione e le rampe di ingresso e uscita autostradali;
- la modifica della rampa autostradale Mestre – Trieste;
- i collegamenti della viabilità autostradale con la viabilità ordinaria esistente;
- la modifica della viabilità ordinaria esistente a nord e a sud della A4.L’intervento si sostanzierà inoltre in opere civili e impiantistiche sugli edifici di casello, su manufatti idraulici che assicureranno la continuità della rete consortile esistente e in opere di mitigazione con sistemazioni a verde, barriere antirumore e quinte arboree schermanti.
fonte: www.comune.dolo.ve.it
Un anno per produrre un progetto preliminare e 36 mesi per realizzarlo? Considerando che si vanno ad utilizzare in gran parte infrastrutture già esistenti e che non si devono effettuare espropri, direi che le tempistiche sono a dir poco eccessive. Evidentemente, vista la crisi, lasceranno a casa le ruspe e faranno lavorare gli operai con paletta e secchiello. A conferma della scarsa attendibilità delle dichiarazioni dei tecnici e dei politici, lo scorso anno l’ing. Silvano Vernizzi, anticipando la riapertura del casello di Dolo, disse: “i lavori dovrebbero partire dopo l’estate 2011 e concludersi in breve tempo”.
Ora restiamo in attesa del progetto definitivo e dell’esecutivo. Facendo una stima ottimistica, forse tra un anno vedremo il cantiere aperto…e poi 3 anni di lavori, se l’impresa non fallisce prima.
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MIRA. «Sì, potevamo fare prima, siamo in ritardo, ma l’importante è che si facciano». Così ieri l’assessore regionale alla Infrastrutture Renato Chisso in visita ai cantieri per la costruzione di due opere legate al Passante: la variante di Roncoduro e il collegamento Oriago-Brentana.
Due interventi che serviranno – nelle intenzioni dei Comuni di Mira, Dolo e Pianiga condivise dalla Regione – a liberare i centri abitati dal traffico. Cantieri aperti da pochi giorni, durata dei lavori stimata in due anni, per un costo complessivo di 31 milioni di euro con appalto unificati per strade, piste ciclabili e ponti.Brentana-camionabile. Per Mira la strada partirà dall’attuale sottopasso alla Mestre-Adria su via Monte Sommo e, puntando a nord, costeggerà via Monte Sommo, supererà il rio Cesenego, per poi affiancarlo fino a sbucare tra via Giovanni XXIII e via Ticino, dove verrà costruita una rotonda, in corrispondenza del ramo d’accesso alla rotatoria che porta verso l’A4 e verso Spinea. Nella sostanza per gli automobilisti la nuova bretella, lunga 1,2 chilometri, sostituirà via Valdarno, sulla quale verrà costruito un percorso ciclopedonale. «Un intervento che ci permetterà di sgravare il traffico di transito – dice il vicesindaco di Mira, Davide Meggiato – e di poter godere di una rete di piste ciclabili».
Variante di Roncoduro. In questo caso i benefici maggiori saranno per Dolo, e per Pianiga. L’intervento collegherà la Brentana (all’altezza delle vie Meloni e Velluti) con la zona di Roncoduro. La strada salverà quindi il centro abitato (non sarà più necessario percorrere via Cairoli) fino a raggiungere il Rio Serraglio. Oltre lo scolo Tergolino la strada raggiunge via Molinella ed entra nel territorio di Pianiga per poi raggiungere la rotonda d’accesso verso il Passante. «Una soluzione che ci permetterà di spostare il deposito Actv – ricorda l’assessore all’Urbanistica di Dolo, Elisabetta Ballin – e di sistemare definitivamente la fermata del bus a servizio del polo scolastico superiore». La strada, lunga due chilometri, sarà extra-urbana, e prevede due sottopassi ciclopedonali. Anche in questo caso è prevista la pista ciclabile.
Quarto e Spinea. Delle altre opere complementari sono aperti o una fase di apertura i cantieri di Quarto d’Altino e Spinea. Dove, entro fine anno, dovrebbero vedersi le ruspe in azione lungo la camionabile 81 (via della Costituzione) per l’allargamento della strada e la costruzione del collegamento verso Asseggiano. Terzo cantiere per Spinea sarà il collegamento, contestato dai residenti, tra via Capitanio e via Martiri.
I caselli. Il sopralluogo di ieri è servito anche per fare i conti con l’iter per la realizzazione dei caselli del Passante di Scorzè-Martellago e Dolo (si tratta della riattivazione di quello vecchio). «Stiamo aspettando dal Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) l’approvazione dei due progetti, prevista per ottobre – spiega l’assessore Chisso – poi per la realizzazione ci vorranno almeno un paio d’anni». Il casello di Scorzè-Martellago servirà a chiudere la partita delle porte d’ingresso al Passante, mentre la riapertura di Dolo riguarderà la direttrice Dolo-Mestre ma non Dolo-Padova. Resta un punto interrogativo sul casello di Albarea – voluto da Pianiga e osteggiato da Dolo – che resta comunque nei piani della Regione.
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il 22/09/2011 alle ore 20.45 presso il TEATRO COMUNALE DI PIANIGA ci sarà l’incontro pubblico “Perché Veneto City“, in cui verranno illustrati dal CAT e da altri esponenti di categoria i numeri ed i termini del progetto, comprese le opere previste contestualmente. Saranno presenti il Sindaco e la Giunta Comunale per rispondere alle domande dei cittadini durante il dibattito che avrà luogo dopo la presentazione.
il 26/09/2011 alle ore 9.30 ci sarà un corteo di auto organizzato da Confesercenti, CIA, Un fiume di Ville, Legambiente e CAT per dire NO Veneto City e per consegnare al Presidente della Regione Veneto, della Provincia e ai sindaci di Dolo e Pianiga le firme raccolte in questi ultimi mesi.
Maggiori info su www.infocat.it
MIRANO. La questione del «tornello» di Vetrego arriva in Consiglio regionale e l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, conferma l’imminente salasso per i pendolari. Il problema dell’intasamento della rotonda del casello insomma verrà risolto aumentando le tariffe. Quando ancora non si sa, in attesa che si muova da Roma l’Anas, competente in materia di tariffe autostradali. Si sapeva da tempo, la conferma dell’assessore regionale però scatena nuovi mal di pancia a Mirano. Rispondendo a una interrogazione del consigliere di Rifondazione comunista Pietrangelo Pettenò, Chisso ha confermato che: «Si è in attesa dell’attribuzione delle tariffe così come previste dal progetto preliminare del Passante, con la liberalizzazione del pedaggio delle tratte autostradali bypassate dal Passante (quindi Mirano-Mestre, ndr) e l’equivalenza in termini di tariffe tra i caselli di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Mestre-Venezia (Villabona, ndr)». Chisso ha anche ribadito come per questa questione tariffaria sia del tutto ininfluente l’arretramento o meno della dellabarriera di Villabona a Dolo. «Ma – ha proseguito – la soluzione individuata corrisponde a quanto previsto dal progetto originario di Passante ed eliminerà il fenomeno dei cosiddetti «furbetti del casello», equiparando in termini tariffari le entrate e le uscite nel tratto liberalizzato tra Dolo e Mestre». Insorgono però i pendolari miranesi che si troveranno a che fare con pedaggi più che raddoppiati rispetto a quanto previsto finora. Senza contare che il Miranese sta ancora aspettando le compensazioni promesse proprio per i disastri e disagi provocati dal Passante. Ora la batosta delle tariffe. «Evidentemente a Chisso le tariffe così come le ha candidamente preannunciate sembrano tanto basse – sbotta Luigi Gasparini, sempre di Rifondazione – allora paghi lui il salasso a cui saranno sottoposti ogni giorno i cittadini miranesi che utilizzano l’autostrada per andare a lavorare». (f.d.g.)
Fonte: La Nuova Venezia


